Luciano De Liberato

Luciano De Liberato (Chieti 1947). Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico e l’Istituto d’Arte della sua città, ove si diploma, si iscrive all’Accademia di Brera (segue i corsi di Domenico Cantatore e Ilario Rossi), per poi trasferirsi nel 1975 a quella dell’Aquila (corsi tenuti da Lorenza Trucchi e Guido Giuffrè). Si rivela subito artista di talento, sì da vincere il Premio Lubiam ed essere invitato al Michetti (1976). Una ricerca, la sua, iniziata nell’ambito della grafica d’architettura, ma che in definitiva si caratterizza da subito per una valenza segnica assai singolare sotto l’aspetto formale, linguistico e cromatico. In trent’anni di incessante lavoro De Liberato ha maturato diverse fasi produttive con veri e propri cicli pittorici; si va dall’iniziale ciclo sulle Trame, a quello più costruttivista con l’uso anche di materie. Ad un certo punto il suo impegno estetico diventa più concettuale e poetico, come quando inizia a lavorare sui neri. Nel 1981 inizia il ciclo dei Cotoni con il prepotente reingresso del colore nei dipinti; seguiranno altre serie di opere come Genesi, Le fabbriche del sogno, Architetture solari, Le case segrete. Si ha quindi la serie dei Nodi e dei Pacchi (1998-2003). Nel 2004 esegue le 60 opere del ciclo sui Labirinti, che costituiscono una sorta di catarsi
dall’eccessivo razionalismo, che indubbiamente da sempre accompagna il suo lavoro. La ricerca pittorica dell’artista teatino, di forte impatto visivo e di squillante letizia cromatica, negli anni è stata gratificata da ambiti riconoscimenti da parte di colleghi, studiosi e istituzioni. Ad esempio nel ’79 Claudio Verna gli fa conoscere i protagonisti della Neopittura, presentandolo anche a Giancarlo Politi, che diverrà suo estimatore. Nel 2001 That’s Art, guida delle mostre d’arte in Italia, gli dedica la copertina e oltre 20 pagine nel numero di marzo, mentre la nota scrittrice Milena Milani lo invita a eseguire opere di ceramica ad Albissola, storico centro rinomato per questo settore. Noti critici italiani hanno scritto di lui, da Venturoli a Maurizio Fagiolo, da Apuleo a Di Genova, Torrente, Selvaggi, Simongini, Rosato. Dal 2011 De Liberato lavora solo in circuiti internazionali, mentre nel 2012 a New York una sua opera è stata scelta (fra quelle di circa 60.000 artisti di tutto il mondo) come immagine del Lincoln Center Festival; evento che ha reso tutto il suo lavoro di notorietà planetaria, con oltre 602.000 visite al suo sito web, da 721 città di 69 nazioni.

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